La Chiesa
Dalle origini
La Chiesa, edificata probabilmente verso la fine del ‘600 o i primi decenni del ‘700 (un’ antica incisione sul portale è datata 1638), fino alla prima metà del XVII secolo, svolgeva anche il ruolo di Convento ex Spedale di S. Maria Pura, retto dall’ordine dei Fatebenefratelli o di San Giovanni di Dio come si evince dall’archivio di Stato di Foggia nella “Platea del Capitolo” redatta da Domenico Marrera nel 1676 per ordine del Cardinale Orsini.
Nel “Libro dei defunti”, custodito nella Chiesa Madre, si evince che il suo nome sia dovuto all’usanza religiosa di seppellirvi le vergini ed i fanciulli.
Notizie riguardanti l’effettivo ricovero religioso si ritrovano nientemeno negli Atti della Santa Visita del Cardinale Orsini del 1675: “Il quarto Convento sta egli sito e posto in una costa di un vallone sotto la detta terra, sotto il titolo di Santa Maria Pura de’ servi di Maria. Consiste in un entrato grande, pel quale si passa in un ben lungo e gran viale scoverto con pilastri ed archi dalla parte del vallone, e porta in testa della chiesa, sopra la quale vi sta cona di legname, coperta solamente da semplice tetto a due penne di 5 incavalcature, col pavimento d’astrico a destra, per dove si passa in altra navetta coverta da lamia, in testa di essa vi sta la cappella con altare addetto a S. Michele (...). A sinistra di detta Chiesa, mediante vano d’arco si passa in un'altra cappella fondata con altare di fabbrica, sotto il titolo di San Giovanni di Dio (…). Quale sagrestia tiene vano di porta a destra del quale si ha l’ingresso a tutte le officine di detto Convento, come sono refettorio, cocina, forno, cantina, stalla, e grada per ascendere all’ospedale degli ammalati di detta Terra, quale consiste in un camerone coverto da semplice tetto con altare in testa addetta a S. Maria della Pura, e di due porte, per una si entra in una piccola stanziola, che sta in uso di dispensa per detto ospedale (…)”.
Ulteriori informazioni storiche sono contenute anche nella “Descrizione dei Conventi di tutta Italia” del 1695; nel Catasto onciario della metà del XVIII secolo; nella “Fisica Appula” di Michelangelo Manicone; nella “Cronologia dei Vescovi et Arcivescovi del Sarnelli” - solo per citarne alcune.
…ad oggi
Immersa in un ambiente verdeggiante fra pini ed abeti, posta poco fuori le mura del Paese sotto il Rione Civita, uno dei più antichi nuclei del Centro Storico di Vico del Gargano, è prossima ad un torrente che da origine all'Asciatizzi, una delle poche acque perenni del Gargano, difatti nell’ampio spazio sottostante la Chiesa troviamo una fontana la cosiddetta “Fontana Vecchia” le cui acque si snodano fino a raccogliersi in una grande vasca monumentale datata 1885.
Di piccole dimensioni circondata da un incantevole giardino che i primi di maggio si veste a festa ed inebria l’aria con la fioritura di meravigliose rose rosse, presenta un impianto a tre navate: la navata centrale è abbastanza ampia con copertura a capriata lignea, il raccordo con le navate laterali è dato da archi non simmetrici in blocchi di pietra. Il presbiterio unito alla navata centrale mediante l’arco di trionfo, è sovrastato dalla cupola innestata su quattro archi regolari e simmetrici in blocchi di pietra locale. La cupola in gettata di calcestruzzo è dipinta su due registri. La parte frontale del presbiterio è dominata dall’altare maggiore in pietra locale, ornato con una decorazione di tradizione barocca. Delle navate laterali quella di destra è interessante per la decorazione mediante un sistema articolato di unghie e vele e un altare con cornice sagomata, interamente ricavato nella roccia ed anticamente dipinto.
Oggi la Chiesa, grazie ad un’assidua opera di tutela e recupero, ha riacquistato la sua dignità in quanto abbandonata precedentemente al logorio del tempo ed ai continui saccheggiamenti da parte dell’uomo.
Al suo interno troviamo:
- le statue di Santa Maria Pura, il Bambinello di Praga (donato da un fedele), San Giovanni, San Vincenzo Ferreri, San Michele Arcangelo, Padre Pio, Cristo Morto, Madonna di Lourdes e di Bernadette e di Gesù Cristo (poste nel giardino antistante la chiesa);
- il meraviglioso Crocefisso di Gesù, un organo nuovo, una campana antica, innumerevoli quadri antichi che necessiterebbero di un’ urgente opera di restaurazione, una campana antica, candelabri nuovi (quelli antichi sono stati rubati), suppellettili e manufatti religiosi datati che per fortuna hanno resistito alla furia distruttiva della mano dell’uomo.
La Chiesa è aperta al pubblico durante il periodo natalizio con l’allestimento di un meraviglioso presepe, per la celebrazione di funzioni matrimoniali e come sede di manifestazioni culturali e di intrattenimento nel periodo estivo ed ogni anno il 9 maggio viene ornata a festa in onore della Solenne ricorrenza di Santa Maria Pura attirando una moltitudine di fedeli da tutti i paesi limitrofi.
Bibliografia Gruppo Archeologico “Silvio Ferri” di Vico del Gargano – “Anni di Scuola anno 1989 pp. 27 -32. Relazione d’Aprezzo del Feudo di Vico a cura di Gennaro Scaramuzzo edizioni del Golfo anno 1987
Le leggende popolari
Storie, leggende affascinanti e misteriose, realmente accadute o presunte tali, trasmesse oralmente dai più grandi ai più piccoli di generazione in generazione, secondo le più antiche tradizioni popolari riguardanti l’effettiva edificazione della Chiesa di Santa Maria Pura.
Dai racconti tradizionali si ritiene che la Chiesa poggi su un antichissimo santuario in onore di Calcante, un veggente che aveva ricevuto da Apollo il dono della profezia, anche se sulla sua effettiva identità si presenta qualche dubbio: un Calcante indigeno, ricordato come re di invasori precedenti, avrebbe spinto l’occupazione apula fin nel cuore della Lucania.
Non risultano, comunque, documentati scavi o ricerche archeologiche che possano in qualche modo comprovare la leggenda, infatti più attendibile è la sua collocazione nel sito della Basilica di S. Michele a Monte S. Angelo. Secondo il racconto, nel tempio si svolgeva il rito dell’incubatio, diffusissimo nell’antichità classica, sia in area greca che in area italica: ci si addormentava presso un luogo sacro, con la speranza di ricevere in sogno la visita del dio e dei suoi opportuni suggerimenti, sacrificando almeno un montone dal vello nero, passando la notte sdraiato sulla pelle dell’animale oppure gettando gli agnelli nelle acque sorgive (Asciatizzi), come segno di purificazione.
Inoltre, sempre sulla nascita della Chiesa, si racconta la storia di un ragazzo sordomuto che, mentre portava il suo gregge al pascolo incontrò una signora (presumibilmente la Madonna stessa) proprio lì dove oggi essa è edificata. La straordinarietà di questa storia è nel fatto che il pastorello dopo aver
parlato con costei, che li aveva chiesto di renderle un agnello e di far costruire una Chiesa in quel posto, riacquistò l’udito e la parola: il ragazzo una volta rientrato dal pascolo, sull’uscio di casa chiamò la mamma più volte per raccontargli dell’accaduto, ma ovviamente la mamma non diede alcun cenno di risposta, allora il piccolo pastorello bussò alla porta di casa, richiamandola per l’ennesima volta. La donna accorsa immediatamente rimase esterrefatta e con la gioia nel cuore esclamò “Non uno, ma tutti gli agnelli gli devi dare!”.
Grazie a questo miracolo viene così costruita la chiesa secondo la volontà della Madonna, ma a tal proposito un’altra affascinante leggenda avvolge nel mistero la costruzione della statua in onore della Santa Vergine: in quel tempo in tutto il paese nessuno era in grado di costruire la scultura, ma un giorno un uomo, molto probabilmente un forestiero, propose di realizzare da solo il santo simulacro al patto di restare solo in Chiesa per almeno tre giorni e tre notti. Trascorsi i primi due giorni, il popolo, non avendo avuto nessuna notizia e preoccupato per l’uomo, si recò in chiesa ma una volta aperta la porta, l’uomo sparì improvvisamente lasciando così incompiuta la Statua priva di una mano.
Un tempo, la Chiesa di Santa Maria Pura svolgeva anche il ruolo di Convento ex Spedale dando ospitalità e ricovero altresì agli anziani abbandonati. Anche in questo caso, non può mancare una storiella popolare: un signore stava portando suo padre allo ospizio di Santa Maria Pura, per ricoverarlo presso la struttura in quanto la nuora in seguito all’ennesimo litigio non voleva più accudirlo. Essendo molto anziano, l’uomo era portato in spalle dal figlio, per questo durante il tragitto, arrivati nei pressi della
Chiesa, il ragazzo decide di fare una sosta. Proprio in quel momento l’anziano uomo sussurrò all’orecchio del figlio “Tempo fa anche io mi ero seduto qui per riposare quando portai mio padre”. Sentendo queste parole il giovane, al solo pensiero di poter avere lo stesso trattamento dai suoi figli, fu colpito da un sussulto che gli strinse il cuore, così ricaricò in spalla suo padre e lo riportò a casa, assicurandogli le cure adeguate da parte di sua moglie.
Più che una leggenda, sembrerebbe un fatto veramente accaduto che sottolinea una cultura legata molto al concetto di famiglia ed a valori profondi di un tempo.